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    November 03

    SECONDA PARTE

    Karen sentiva lo sguardo di Sabaudio sciogliergli lentamente il laccetto che tratteneva strenuamente l'accappatoio, poteva percepire l'odore fresco della sua pelle, sentire l'umidità delle pieghe del suo corpo ed il violaceo piacere dell'attrito; sapeva e per questo continu`p a divaricare e chiudere le gambe ritmicamente, sempre un po' più aperte, sempre un po' più alla vista di quel moccioso, di quel prototipo di uomo, di quell'amante solitario che era da sempre. Poi schiudendo "la flor de la pasión" si fermó, trattenendo il respiro, la cassa toracica si contrasse rialzando i seni, strinse le mani sugli inguini, fece scivolare le dita con piccoli movimenti, solo la brezza estiva era simile alla sua carezza, impercettibile, centimetri di pelle frizionando con i polpastrelli...finché non decise di affondarsi con le dita per ridurre ogni attrito, lubrica realtà, espirò, prese aria nuovamente ma con un altro affondo netto, veloce e seppe che Sabaudio aveva già finito la sua corsa...il riflesso degli occhiali era scomparso, forse è riuscito anche a non macchiare i pantaloni, pensò, poi si reclinò, si passo le dita sulle labbra soffermandosi sotto il naso geometrico ed annusò, ogni donna ha in se una interminabile primavera; appoggiò i piedi, si strinse i seni e sorrise; il pensionato del secondo piano cercava di vedere, capire, sapere e nel suo tentativo vano di essere discreto e naurale aveva fatto cadere la gabbia del canarino che tra il volo e l'atterraggio era impazzito dalla paura. Entr`p in casa con il dubbio della sconfitta, non era soddisfatta, avrebbe voluto vederlo contorcersi, resistere allo spasmo, ed invece in un batter di ciglia era scomparso...Sabaudio in ginocchio davanti alla porta, stringeva l'arnese forte con entrambe le mani, non era riuscito a fare altro che girarsi e piegarsi in un vano tentativo di estrarlo per poi finire la sua agonia sul pavimento, ed invece nulla, appena affiorava la macchia sul pantalone, tra il pallore del viso ed il rossore della vergogna, si fermò a fissare la porta, sperando che nessuno bussasse, entrasse, si affacciasse come uno sclerotico scherzo del destino, nonn c'erano parole, solo la fretta di risolvere il tutto e tornare a sbirciare...pra sapeva di non essere l'unico osservatore, anzi lo terrorizzava l'idea di essere un osservato, la vittima, una pedina in una sfida che non aveva ancora nome, unico coperto/scoperto che ricostruiva la verticalità degli edifici nel rossocarne umido di quella ragazza...ora la curiosità era desiderio...voleva sentire il sapore, alzò una mano, annusò e tornò alla realtà, solo, imbrattato e fiaccato dalla passione genitale.
    TO BE CONTINUED 2 

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